Le cose da sapere quando si assume una badante

Esistono aspetti molto importanti da non sottovalutare per evitare di incorrere in spiacevoli sorprese e che comunque è sempre meglio conoscere anche se apparentemente sono marginali.

Va chiarito in partenza che, anche la più brava, se straniera, non è in Italia per opere di beneficienza.

Si consiglia di valutare eventuali referenze che, in genere, le badanti sono propense ad esibire.

Alcune di loro accettano volentieri qualche mese in assenza di regolare contratto in modo da non perdere il diritto di riscuotere l’assegno di disoccupazione.

È consigliabile non dare mai lavoro non regolarizzato neanche in caso di prova per un giorno anche se la badante si dimostra disponibile. Se la stessa vuole la certezza di essere assunta subito consigliamo di non intraprendere il rapporto di lavoro.

Si ricorda che il personale badante è a conoscenza dei propri diritti e delle risorse, come ad esempio gli avvocati, di cui può usufruire per tutelarsi.

È necessario stipulare un regolare contratto con tutte le specifiche in base alle proprie esigenze davanti agli esperti in materia di assunzioni badanti.

Si specifica che la legge tutela in tutti i modi il lavoratore, il quale può affermare anche fatti non corrispondenti alla realtà come ad esempio dichiarare di lavorare più ore rispetto al contratto o di non aver usufruito dei giorni festivi o di riposo. In ogni caso, spetterà sempre al lavoratore dimostrare praticamente quanto affermato.

Informatevi sulla situazione familiare del lavoratore e se ha intenzione di ricongiungersi con la sua famiglia presso il domicilio dell’assistito. 

Si consiglia di concordare anticipatamente le ferie tenendo in considerazione che le badanti hanno diritto a 26 giorni lavorativi di ferie all’anno.

Se il lavoratore si ammala ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, per:

  • 10 giorni, se lavora con la stessa famiglia da 1 a 6 mesi;
  • 45 giorni, se lavora da 6 mesi a 2 anni;
  • 180 giorni, se lavora da più di 2 anni. 

Inoltre ha diritto al pagamento della metà dello stipendio stabilito per i primi 3 giorni e dello stipendio intero per i giorni successivi, fino ad un massimo di:

  • 8 giorni, se lavora con la stessa famiglia da 1 a 6 mesi;
  • 10 giorni, se lavora con la stessa famiglia da 6 mesi a 2 anni;
  • 15 giorni, se lavora da più di 2 anni.

In regime di convivenza, la badante ha diritto anche a vitto e alloggio oltre il normale stipendio pattuito. In genere le badanti si offrono di occuparsi della spesa in autonomia in modo tale che possono comprare gli alimenti che più gradiscono. Si consiglia di chiedere sempre il relativo scontrino e di verificare cosa comprano.

Nel caso di decesso dell’assistito, il lavoratore potrebbe chiedere di rimanere presso l’abitazione dove si è svolto il lavoro fino all’instaurazione del rapporto di un nuovo lavoro.

Consegnate e tenete sempre una copia della busta paga sottoscritte da entrambe le parti coinvolte e abbiate cura di effettuare un pagamento rintracciabile.

In caso di licenziamento va dato al lavoratore il preavviso di 15 giorni, tramite un modulo che in genere tiene il consulente del lavoro. Anche nel caso di decesso improvviso del paziente, il lavoratore avrà comunque diritto a 15 giorni di preavviso in cui continuerà ad usufruire di vitto e alloggio e potrà occuparsi della pulizia della casa.

Tener presente che, ogni anno, in base al contratto nazionale, lo stipendio potrebbe subire delle variazioni.

A fine rapporto di lavoro, è molto probabile che il lavoratore vi richieda una lettera di referenza sul lavoro svolto.

Quanto scritto sopra è solo una guida che tocca diverse problematiche da valutare ed eventualmente chiarire insieme al lavoratore.