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VERONA CIVILE

Dai la tua disponibilità: lavora con noi!

Le feste continuano e siamo sempre alla ricerca di personale che sia disponibile a lavorare con noi.

Contattaci per dare la tua disponibilità!

Bisogna tener conto che l’assistenza anziani, malati e disabili è necessaria anche durante le festività. Come sempre durante questi periodi critici, tutte le famiglie hanno bisogno di un aiuto per i propri cari, e spesso si ritrovano spaesati e senza un supporto immediato. Verona Civile ha a cuore i bisogni delle famiglie, per questo è alla ricerca di personale fidato che dia la propria disponibilità immediata.

Se anche tu vuoi dare la tua disponibilità, contattaci al 045 8101283 o invia una email veronacivile@gmail.com.

badanti

Quali sono i diritti di una badante?

I diritti della badante vengono fissati dal contratto Nazionale di categoria, i principali diritti riguardano:
• il livello di inquadramento
• orario di lavoro
• lavoro straordinario
• ferie e permessi

Il livello di inquadramento varia a seconda delle richieste alle richieste della famiglia dell’anziano possiamo individuare 4 livelli:
1. il livello A super interessa gli addetti alla compagnia alle persone,
2. il livello B super è previsto per chi assiste persone autosufficienti e svolgere attività connesse alla pulizia e al vitto,
3. il livello C super inquadra chi assiste persone non autosufficienti e si occupa di attività connesse alla pulizia e al vitto,
4. il livello D super, in cui rientra chi assiste persone non autosufficienti ed ha avuto una formazione a tale scopo.

L’orario di lavoro varia a seconda del contratto sottoscritto, per fare un esempio per le badanti conviventi è previsto un massimo di 10 ore al giorno e hanno diritto ad 8 ore di riposo consecutivo nella stessa giornata.
Per quanto riguarda le badanti non convivente è previsto un massimo id 8 orr al giorno non consecutivo.
Inoltre le badanti hanno diritto a 24 ore di riposo a settimana.

Per lavoro straordinario si intende applica nel momento in cui si supera la durata massima di ore di lavoro previste, ma non quello svolto per un’emergenza. Infatti il lavoro straordinario va concordato con un giorno di anticipo.

Per quanto riguarda i permessi la badante ha diritto per le visite mediche documentate di godere delle ore di permesso commisurate al contratto di lavoro.

 

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L’amministratore di sostegno. Cosa bisogna sapere?

Una figura molto importante è l’amministrazione di sostegno, ovvero un istituto che mira a proteggere quelle persone che si trovano nell’impossibilità, sia parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi perché affette da un’infermità fisica o psichica. Regolamentata dallaLegge n. 6 del 9/01/2004; Artt. 404 e ss. del codice civile.

L’amministratore di sostegno può essere chiesto per tutti quei soggetti che non sono grado di badare a sé stessi e ai loro interessi, o che siano parzialmente autonomi nella loro vita quotidiana.

Cosi facendo si permette di proteggere il soggetto debole senza, però, escludere totalmente la sua capacità di agire. L’amministrazione può anche essere revocata, qualora ne vengano meno i presupposti o viene indicata come non idonea a tutelare gli interessi del beneficiario.

Chi può chiedere la nomina dell’amministratore di sostegno

  1. lo stesso beneficiario (anche se minore, interdetto o inabilitato);
  2. Il coniuge;
  3. la persona stabilmente convivente;
  4. i parenti entro il 4° grado: genitori, figli, fratelli o sorelle, nonni, zii, prozii, nipoti e cugini;
  5. gli affini entro il 2°grado: cognati, suoceri, generi, nuore;
  6. il pubblico ministero;
  7. il tutore o il curatore.

I poteri dell’amministratore e il limite del beneficio

Grazie al decreto di nomina emesso dal Giudice Tutelare vengono definiti:

  1. gli atti specifici che l’amministratore può compiere in nome e per conto del beneficiario,
  2. e gli atti che possono essere compiuti in assistenza.

Il giudice con la sua decisione deve garantire la protezione della persona, i suoi bisogni e rispettare le sue richieste nei limiti della tutela della persona stessa. A seguito dell’istituzione della misura di protezione, il beneficiario conserva in ogni caso una sfera di capacità, con riguardo a due categorie di atti:

  1. gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana (art. 409 c.c.)
  2. gli atti per i quali la sua capacità non ha subito limitazioni.

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REDDITO DI CITTADINANZA

Il reddito di cittadinanza 2019

Il reddito di cittadinanza partirà è stato erogato a partire aprile 2019, ed è riservato sia ai cittani italiani e stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni.

Il reddito di cittadinanza è uno strumento di sostegno economico rivolto alle famiglie con un reddito inferiore alla soglia di povertà, alle quali sarà concessa una somma ad integrazione del reddito percepito.

Potranno usufruire di tale reddito anche i pensionati a cui verrà erogata un’integrazione alla loro pensione minima. Un piccolo aiuto economico, che potrà aiutare tanti cittadini in difficoltà economica.

I requisiti essenziali per godere di tale incentivo sono i seguenti:

essere in possesso della cittadinanza italiana, oppure cittadini di uno Stato membro Ue. È riconosciuto anche agli stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno;

  • essere residenti in Italia, in via continuativa, da almeno 10 anni;
  • avere un Isee inferiore a 9.360€;
  • avere un patrimonio immobiliare (nel quale non è compresa la casa d’abitazione) inferiore a 000€;
  • avere un patrimonio mobiliare inferiore a 000€. Questo limite è innalzato di 2.000€ per ogni componente familiare successivo al primo (fino ad un massimo di 10.000€). Vi è poi un incremento di 1.000€per ogni figlio successivo al primo, e di 5.000€ in caso di presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare;
  • avere un reddito familiarenon superiore a 000€. Questa soglia è aumentata a 9.360€ qualora il nucleo familiare sia in affitto.
  • essere residenti in Italia, in via continuativa, da almeno 10 anni;
  • avere un Isee inferiore a 9.360€;
  • avere un patrimonio immobiliare (nel quale non è compresa la casa d’abitazione) inferiore a 000€;
  • avere un patrimonio mobiliare inferiore a 000€. Questo limite è innalzato di 2.000€ per ogni componente familiare successivo al primo (fino ad un massimo di 10.000€). Vi è poi un incremento di 1.000€per ogni figlio successivo al primo, e di 5.000€ in caso di presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare;
  • avere un reddito familiarenon superiore a 000€. Questa soglia è aumentata a 9.360€ qualora il nucleo familiare sia in affitto.

La domanda può essere chiesta insieme alla dichiarazione sostitutiva unica ai fini Isee, all’Inps utilizzando il modello che verrà messo a disposizione dall’Istituto stesso, inviata online o anche rivolgendosi ai Caf.

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RETRIBUZIONE

Novità sulla retribuzione badanti dal 1° gennaio 2019.

Una grande novità per le badanti e le colf, da gennaio di quest’anno sono stati determinati i nuovi minimi retributivi.

L’adeguatamente annuale è avvenuto con un accordo siglato dalla Commissione Nazionale prevista dall’art.43 del CCNL lavoro domestico, in riferimento agli ambiti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Per far fronte alle nuove regole in termini di retribuzione è possibile leggere la circolare INPS, dalla quale è possibile prendere nota degli importi dei contributi dovuti per l’anno 2019 per i lavoratori domestici a seguito della variazione annuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Secondo il CCNL vigente,  i lavoratori domestici come le badanti o le colf, sono inquadrati in quattro livelli, a ciascuno dei quali corrispondono due parametri minimi retributivi: normale e super.

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Il lavoro delle badanti: aumento delle richieste.

Si sente sempre più parlare dell’esigenza di non lasciare soli i nostri cari che con il tempo hanno sempre più bisogno di attenzioni, in quanto con l’avanzare dell’età spesso si perde l’autosufficienza nei piccoli gesti quotidiani o semplicemente iniziano ad accusare la solitudine.

Dall’indagine svolta dalla Fondazione Moressa per conto di Domina, associazione per le famiglie datori di lavoro, annuncia l’aumento del fabbisogno del lavoro dei badanti nelle famiglie veronesi entro il 2030.

Basandoci sui dati Istat relativo all’invecchiamento della popolazione italiana, è possibile rilevare un dato certo che fra 11 anni ci sarà necessità di oltre 7.600 badanti solo nella provincia di Verona, e di circa 42000 badanti in tutta la regione veneta.

Il lavoro delle badanti è solito associarlo alle donne straniere che vivono in Italia, ma negli ultimi anni si è registrato un aumento di donne italiane. Quello che è certo e che il mestiere delle badanti comunque in forte ascesa.

La causa principale, dell’aumento di occupazione delle badanti, è da attribuirsi all’invecchiamento della popolazione, insieme alla formazione delle famiglie sempre meno numerose e sempre più coinvolte al lavoro, con conseguenza imponente della mancanza di tempo da dedicare ai propri cari.

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